Gio 21 Giugno 2018

Russia 2018: bilanci tra fenomeni e delusioni

Sorprese e delusioni dei gironi di Russia 2018

Le sorprese di questa coppa del mondo

Se c’è una cosa che queste giornate della fase a gironi ci stanno insegnando è sicuramente che nulla si può dare per scontato. Men che mai nel calcio dove VAR, errori, tensione, campioni e rivelazioni la fanno da padrone.

Siamo partiti il 14 giugno con convinzioni sulle grandi big, sui vari gruppi e anche sulle sfavorite, ma, alla luce delle prime partite, i pronostici vanno completamente rivisti.

Il Mondiale che non ti aspettavi

Una Francia che vince a fatica contro l’Australia, il Brasile che pareggia con la Svizzera, l’Argentina di Messi che sbaglia addirittura rigori e la Germania che perde con il Messico. Portogallo e Spagna che si annullano a vicenda nella gara di esordio e poi recuperano credibilità, comunque contro le più deboli del loro girone. Male l’Egitto che, forse complici le condizioni di un Salah ancora fuori forma dopo l’infortunio nella finale di Champions, è fuori dal mondiale dopo due partite decisamente al di sotto delle aspettative e delle capacità.

La Russia che sorprende

Tra le delusioni comunque non mancano le sorprese: il paese ospitante, la Russia, prima del suo gruppo con una media di 4 goal a partita e la Croazia, una squadra ricca di talento, che non sbaglia e come sempre in queste competizioni dà il meglio di sé. Bene anche l’Inghilterra che vince grazie al suo fenomeno: Kane non stecca e, anzi, magari grazie alla pressione di un meraviglioso CR7 fa del suo meglio per non sfigurare.

Cristiano Ronaldo: l’uomo dei record

Il cinque volte Pallone d’Oro e tre volte vincitore della Champions League colpisce ancora e, a tutti quelli che a 33 anni pensavano avesse iniziato la sua fase discendente, CR7 risponde in campo: il portoghese domina la classifica cannonieri del Mondiale con 4 gol e supera un mostro sacro come Ferenc Puskas per numero di reti con la maglia di una Nazionale per un europeo (85 per Ronaldo con il Portogallo, 84 per l’ex attaccante del Real Madrid con l’Ungheria). Ma non sono solo i numeri a lasciare senza fiato: Cristiano Ronaldo ha lucidità, freddezza, visione. Non si lascia incantare dal tiki taka, né dalla pressione: lui è in grado di segnare con una barriera davanti dove altri sbaglierebbero a porta vuota. CR7 segna dopo aver dribblato una difesa intera e a palla ferma, di destro o di sinistro, di testa o in rovesciata. Non importa.

Questo non solo lo rende capocannoniere parziale con 4 goal messi a segno in sole due partite, ma lo consacra ancor di più onnipotente e gli altri, ora, devono darsi da fare per non sfigurare davanti alle sue prestazioni da record.

E ora più che mai:

#tuperchitifi

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