Lun 25 Giugno 2018

Argentina, una nazionale senza guida

Lionel Messi

Russia 2018: L’albiceleste tra bugie e verità

Dopo le accuse dalla Federazione Argentina al quarto potere e a chi ha messo in giro le voci di un golpe all’interno della Selecciòn, il Ct. Sampaoli non si presenta in conferenza stampa: una duplice prova di quanto sostenuto proprio dalle malelingue?

Ma una cosa è certa: l’Argentina che giocherà contro la Nigeria sarà un’altra: schemi diversi e diversi interpreti. “Los Amigos” hanno deciso: si torna alla difesa a 4, con 3 centrocampisti e 3 punte. Ora più che mai è importante tenere vive le speranze degli oltre 40 milioni di argentini che ancora credono nell’Albiceleste e che non meritano di essere delusi e traditi; giocatori e dirigenza dovranno fare di tutto per tenere vivo il sogno mondiale

La Selecciòn dei grandi: Diego Armando Maradona

Da sempre l’Argentina sforna campioni che popolano i campionati di tutto il mondo. Inutile stilare una lista di nomi, basta farne uno solo, forse il più grande di tutti i tempi: Diego Armando Maradona. Recentemente, Sergio Ramos ha dichiarato che, a suo parere, il più grande calciatore della storia dell’Argentina non sarebbe El Pibe De Oro, ma Lionel Messi. Paragonare campioni di diverse epoche tra loro lascia il tempo che trova, anche se può comunque essere un gioco divertente. Di sicuro, però, una cosa è oggettivamente condivisibile: Maradona aveva carisma, una dote innata che difficilmente si acquista.

Una caratteristica fondamentale quanto il talento la quale, però, manca a Messi e, in generale, a tutta l’Argentina da quando non c’è più Maradona. Pensiamo ai Mondiali del 98: l’Albiceleste annoverava tra le sue fila giocatori del calibro di Batistuta, Simeone, Chamot, Sensini, Veron, Crespo, Roa e altri ancora: una squadra di campioni, forse la più forte di quel torneo, ma anche lì ha deluso. Dopo Maradona, quindi, il nulla o quasi. Messi non riesce a sostenere questo peso, e con la nazionale non riesce ad essere decisivo.

Tutti uniti per la qualificazione

E’ per questo che Mascherano è salito in cattedra e ci ha messo la faccia, con il coraggio che un vero leader deve avere: ha guidato l’allenamento da veterano, catechizzando i compagni e dando l’apporto necessario che serve per raddrizzare una situazione disperata. Ma basterà questo? Solo il campo potrà dirlo (per noi l’Argentina vincente è a quota 1,55), anche se i dubbi ci sono eccome.

L’Argentina, in ogni caso, ha un bisogno disperato di Leo per la qualificazione (la sua quota come Primo marcatore è 3.50): le speranze sono appese ad un filo e la Pulce deve vincere le proprie paure. La partita contro la Nigeria non è delle più facili. Agli africani basterebbe anche un pareggio per passare il turno, e attualmente i biancocelesti sono una polveriera: un allenatore messo ai margini, uno spogliatoio diviso, un fuoriclasse che non crede più ai propri mezzi. Serve un miracolo e, in campo, l’unico che può compierlo ha la maglia numero 10.

#tuperchitifi?

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