Lun 2 Luglio 2018

Argentina, Portogallo, Spagna

Spagna-Russia

La pazza corsa degli ottavi

Chi l’avrebbe mai detto che, dopo una strana fase a gironi, gli ottavi sarebbero stati ancora meno prevedibili? Sono bastate due sole giornate e quattro match per rimettere sul volo di ritorno tre delle nazionali che nessuno si sarebbe mai aspettato di veder uscire o, quantomeno, non così presto. Ma è anche vero che Russia 2018 di colpi di scena ne sta regalando tanti e, dopo la Germania che alla fase ad eliminazione diretta non ci arriva proprio, ora sono Spagna, Portogallo e Argentina che se ne tornano a casa tra rammarichi, errori, dubbi e paure.

Argentina, Mbappè oscura Messi

L’Albiceleste è stata la prima a capitolare, nonostante il momentaneo vantaggio, sotto i colpi di uno Mbappè in grandissimo spolvero. Al centro delle critiche, e non poteva essere diversamente, colui che avrebbe dovuto trascinare l’Argentina verso il sogno mondiale: Leo Messi. Che sia stato scelto o no come capro espiatorio, La Pulce è, di fatto, l’uomo su cui più si discute. In tanti lo hanno messo sul banco degli imputati, e a prendere le sue difese è sceso in campo Maradona. Certo, che l’Argentina non se la passasse bene si era capito da subito, e le voci intorno al presunto esonero di Sampaoli non hanno aiutato l’unità del gruppo: ma Messi è stato lasciato solo a giocare un ruolo che non era il suo e con scarsa o nulla collaborazione. Non è stato in grado di trascinare l’Albiceleste? Vero. Ma, altrettanto vero, è che è difficile, se non impossibile, far tutto da soli.

Portogallo, CR7 non brilla e Cavani non perdona

Se da una parte Messi non è mai realmente decollato, CR7 si è lentamente spento: sul più bello, appena il gioco si è fatto duro, Cristiano non ha saputo trascinare il suo Portogallo al successo come nella fase a gironi. Cosa che, invece, non è accaduta al Matador Cavani, salito in cattedra quando più serviva per proiettare l’Uruguay verso i quarti e, forse, verso un sogno mondiale non del tutto fuori portata. Quello stesso sogno che, invece, Ronaldo ha dovuto abbandonare, probabilmente per sempre, proprio come Messi.

 

Spagna, insieme al tiki-taka tramontano anche i sogni di gloria

Pur non avendo sottovalutato l’avversario, la Spagna sicuramente non pensava di uscire contro la Russia. O almeno non ai rigori, non dopo una partita così. Il possesso palla spagnolo è stato schiacciante, come al solito e forse anche di più, ma questa volta non è bastato. Zero idee, zero fantasia, ed un tiki-taka più noioso che mai contro il caro, vecchio e tanto italico catenaccio: questi gli elementi che hanno trascinato la Roja fino alla lotteria dei calci di rigore. E lì, si sa, può accadere davvero di tutto, e così è stato. I padroni di casa, però, non hanno rubato nulla: avranno pensato a difendere più che ad attaccare, è vero, ma alla fine ciò che conta è il risultato, e così al Luzniki di Mosca è stata festa grande.

 

Anche se sono mancate le prodezze dei campioni che tanto aspettavamo, però, questi ottavi di finale già conclusi ci hanno regalato meravigliosi momenti di sport, di quelli che ci riconciliano col mondo del calcio, e che ci ricordano il senso vero di questo gioco fantastico. E così, fra le istantanee più belle che porteremo con noi, ci saranno sicuramente quella di CR7 che aiuta Cavani, infortunato, ad uscire dal campo, e l’urlo infuocato di Peter Schmeichel per ogni rigore parato da suo figlio Kasper; un urlo di orgoglio e speranza, poi risultata vana, che ha commosso tanti.

E ora il mondiale continua, con sicure sorprese e sempre più imprevedibilità! Scopri le quote del vincente!

#tuperchitifi?

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